LA MEDICINA MANUALE: CENNI STORICI – parte 2


LA MEDICINA MANUALE DI ROBERT MAIGNE

          La pratica delle manipolazioni vertebrali entra in una nuova fase per opera di Robert Maigne alla fine degli anni cinquanta: il suo merito è di avere trasformato una metodica ancora largamente empirica in una disciplina medica scientifica, basata su una rigorosa osservazione clinica e su studi anatomo patologici: nasce così la MEDICINA MANUALE. 

           Pur provenendo da una formazione osteopatica, riprende alcune di queste tecniche ma abbandona il concetto di lesione osteopatia; inoltre approfondisce la ricerca dei segni clinici che derivano da una sofferenza del segmento vertebrale, sia locali che a distanza, con l’intento di stabilire la presenza del Disturbo Intervertebrale Minore (D.I.M.), quale disfunzione vertebrale causale segmentaria, dolorosa, benigna, di matura meccanica e riflessa, generalmente reversibile. 

In sintesi, gli aspetti peculiari di questa disciplina sono:  

  1. Una diagnosi precisa, mediante una semeiotica chiara e ripetibile, basata sulla ricerca del dolore evocato, e non, come nelle dottrine precedenti, su una ipotetica e mai dimostrata malposizione, sublussazione o lesione vertebrale da ricercarsi con la palpazione.
  2. La ricerca con un metodo semplice ed efficace dei fenomeni metamerici di dolore riferito di origine vertebrale (Sindrome Cellulo-Periosteo-Mialgica, S.C.P.M.);
  3. La descrizione delle manovre manipolative non in ordine alla supposta lesione che dovrebbero correggere, ma su base cinesiologica obiettiva nuovo.
  4. La applicazione di una regola precisa (del “NON DOLORE E DEL MOVIMENTO CONTRARIO”) nella esecuzione delle manipolazioni, sulla base dei segni derivanti dall’esame semeiotico- premanipolativo.

E’ evidente, da quanto fin qui esposto, come il trattamento manipolativo proposto da Maigne abbia evidenti finalità terapeutiche esclusive per l’apparato muscoloscheletrico in generale e per il rachide in particolare; i criteri di applicazione della disciplina, infatti, presuppongono una circostanziata osservazione clinica, una precisa ricerca anatomo-patologica, una ampia ricerca bibliografica, al fine di poter inquadrare con rigorosa scientificità i fenomeni osservati: da  questa impostazione nascono nuove interpretazioni patogenetiche in tema di dolore vertebrale e la conseguente descrizione di quadri nosologici nuovi in tema di patologia del rachide.

La novità peculiare rappresentata dalla metodica è da ricercarsi più che altro nella valutazione clinica del paziente rachialgico, in particolare nella applicazione dei criteri di semeiotica clinica che permettono di risalire con certezza alla localizzazione del dolore vertebrale.

La diagnosi clinica, in una patologia in cui le immagini radiologiche e gli esami strumentali sono spesso di scarso aiuto, in cui il disturbo sembra legato più alla funzione che alla lesione, è evidentemente di grande importanza, e sotto questo aspetto la Medicina Manuale ha dato il più importante contributo alla medicina.

Maigne definisce così la manipolazione:

“ … mobilizzazione passiva forzata che tende a portare gli elementi di una articolazione o di un insieme di articolazioni al di là del loro gioco abituale, fino al limite del gioco articolare fisiologico: è un atto medico e, più precisamente,  un gesto ortopedico molto preciso le cui coordinate devono essere determinate con un esame preliminare; è un mezzo terapeutico che si indirizza a ben definite indicazioni.”

La Medicina Manuale rappresenta una vera e propria evoluzione della osteopatia e della chiropratica, in quanto fornisce di contenuti prettamente clinici e scientifici le pratiche manipolative, specificando le finalità terapeutiche e le indicazioni: lo sforzo di Robert Maigne è stato quello di dimostrare la scientificità della metodica, sia nella fase diagnostica, che nella pratica terapeutica, sfuggendo dall’aurea non specificamente sanitaria che spesso avvolge l’osteopatia e la chiropratica.

               E’ doveroso aggiungere che la Medicina Manuale è disciplina giovane, che, rispetto all’osteopatia ed alla chiropratica, risente di tutta l’evoluzione scientifica che ha pervaso la medicina negli ultimi cinqu’ant’anni; al giorno d’oggi fare affidamento a discipline che contano oltre cento anni di anzianità, costituisce un atteggiamento anacronistico: nel panorama medico attuale non esiste riscontro di pratica di discipline così ‘antiche'!

PRESENTE E FUTURO DELLA MEDICINA MANUALE

Le conoscenze in neurofisiopatologia del dolore vertebrale sono ancora all’inizio: devono essere ancora studiati in maniera approfondita i meccanismi delle disfunzioni e del dolore vertebrale.

D’altro canto la diagnosi che viene eseguita con la Medicina Manuale permette di comprendere molto più di quanto la semplice visione delle immagini può dire: questa peculiarità fa si che l’approccio diagnostico secondo la Medicina Manuale di R. Maigne diventi patrimonio comune a tutti gli specialisti che si interessano di apparato muscolo-scheletrico.

Ne consegue che la terapia potrà essere differenziata: la manipolazione vertebrale dovrà essere solo una delle opzioni possibili, e se ne dovranno precisare esattamente i limitidel suo uso nell’ambito di una terapia multimodale.

Infatti, con il trascorrere del tempo ed il progredire degli studi, la Medicina Manuale di Maigne ha affiancato alle manipolazioni altre tecniche terapeutiche, cosicchè lo stesso Maigne, riprendendo la definizione di Ciriax, ha proposto la denominazione di Medicina Ortopedica.

Tra queste tecniche ricordiamo:

  • Infiltrazioni articolari posteriori, nervi periferici e peridurali;
  • Esercizi di rieducazione rivisti alla luce della diagnosi di Medicina Manuale;
  • Trattamento dei Tender Points (cellulalgia, mialgia, punti dolorosi, trigger points, ecc.) mediante aghi e/o laser, ultrasuoni, mesoterapia, infiltrazioni locali;
  • Massaggio connettivale riflesso, tecnica occidentale di riflessoterapia;
  • Autotrazione vertebrale.

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